Introduzione
Gli individui modellano le loro competenze, conoscenze, atteggiamenti e valori attraverso ciò che apprendono e sperimentano dall’ambiente, dai social media, dalle pratiche quotidiane e dai processi educativi. Trasmettono costantemente l’uno all’altro; ascoltano ciò che l’altro dice, osservano ciò che fa e valutano. Leggono, guardano, ascoltano, agiscono. E formano. Sono in un continuo stato di acquisizione. Costruiscono il futuro trasferendo al presente l’accumulo del passato. Fin dalle civiltà della Grecia antica, gli esseri umani hanno cercato di comprendere, interpretare e dialogare. Questo sforzo di parlare, di ricordare, in un certo senso, costituisce la civiltà. Tale sforzo di interpretare e comprendere implica la discussione. Include l’ascolto dell’altro. Comporta la persuasione. Tutto ciò dimostra l’importanza del dibattito. Oggi, soprattutto con lo sviluppo della tecnologia, le discussioni faccia a faccia si sono spostate negli ambienti virtuali. Essere cittadini del mondo digitale richiede partecipazione attiva. E la partecipazione attiva richiede parlare, ascoltare e discutere.
Dibattito e Cittadinanza Digitale: Debatech
Non sarebbe esagerato affermare che il dibattito svolga un ruolo guida nel percorso dell’umanità verso il punto in cui è arrivata. Il dibattito è stato fondamentale per l’innovazione e lo sviluppo sin dal metodo socratico.
Il dibattito è il confronto di pensieri, ipotesi e risultati. Può aiutarci a trovare la strada verso la creatività permettendoci di comprendere diversi punti di vista. È inoltre un metodo di formazione efficace che consente di interiorizzare temi come l’uguaglianza di genere, la dignità umana, la libertà, la democrazia, lo Stato di diritto, la giustizia, la solidarietà. Questo perché il dibattente cerca modi per provare un’idea in cui egli stesso non crede. Il ruolo del dibattito nel plasmare ed esercitare i diritti “umani” ha contribuito a diversi campi per secoli. Il XVIII secolo fu il secolo dei diritti civili, il XIX quello dei diritti politici e il XX quello dei diritti sociali (Marshall, 1950).
Il metodo socratico è una forma di condivisione basata su domande, in un rapporto orizzontale e democratico come nella discussione. Permette al processo di rivelare i valori e le credenze che inquadrano e sostengono i pensieri e le espressioni dei partecipanti (Vlastos, 1995).
Il dibattito aiuta anche ad affinare le capacità cognitive. Esso permette di strutturare i nostri argomenti in modo da fornire risposte convincenti al punto di vista opposto. Sviluppa anche le capacità di ascolto: non si può dibattere senza comprendere pienamente la posizione dell’avversario. Una confutazione completa può avvenire solo quando si comprende la posizione opposta e si formula un contro-argomento convincente che confuti la tesi dell’altro (Hassan, 2020).
Il dibattito migliora il pensiero critico più efficacemente di quasi qualsiasi altra attività. In un certo senso, ciò che molte persone intendono quando parlano di “pensiero critico” è in realtà il dibattito. Dopo tutto, pensiero critico significa capacità di analizzare una situazione e decidere come valutarla al meglio. Questo è, letteralmente, ciò che il dibattito insegna a fare (Bellon e Williams, 2008).
Il dibattito è anche un’eccellente attività di apprendimento perché coinvolge studenti/partecipanti in una varietà di modi cognitivi e linguistici. Oltre a fornire significative attività di ascolto, parlato e scrittura, è molto efficace per sviluppare le abilità argomentative per il discorso e la scrittura persuasiva (Krieger, 2005).
Nella nostra epoca, la trasformazione digitale interessa anche l’istruzione. Considerando soprattutto le condizioni della pandemia, l’importanza delle competenze di cittadinanza digitale aumenta. A questo punto, trasferire la discussione nell’ambiente digitale diventa una necessità dei tempi.
“Diventare”, “appartenere” e le “capacità” sono essenziali per la cittadinanza digitale (Pedersen, Nørgaard e Köppe, 2018):
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Capacità: Ogni individuo ha caratteristiche e interessi diversi. I media digitali devono essere basati sui diritti per includere tutti questi interessi e caratteristiche.
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Diventare: L’essere è il punto in cui una persona differisce dagli altri esseri viventi su base esistenziale. Ogni individuo si sforza di essere attivo nella società, nella famiglia, in classe. Gli ambienti digitali dovrebbero sostenere questo mandato in ogni individuo.
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Appartenenza: È produttivo pensare in termini di differenza. Nel mondo odierno, in cui convivono culture, individui e comunità diverse, trasformare queste differenze in ricchezza dovrebbe essere uno dei principali obiettivi dell’educazione. Gli ambienti digitali offrono opportunità affinché ciascuna di queste differenze possa emergere.
Il modo in cui ogni individuo contribuisce agli altri e a se stesso sulla base della differenza è attraverso l’autenticità. L’autenticità è un processo che rende essenziale una relazione tra la persona e gli altri basata sulla trasparenza, che non lascia spazio a dubbi su chi siano e cosa credano; essa deriva dalla consapevolezza fondata sull’argomento dell’“una persona che conosce se stessa” (Eriksen, 2009).
L’apprendimento basato sul dibattito in ambiente digitale incoraggia le persone a collaborare per creare conoscenza, fornendo allo stesso tempo a tutti nuove informazioni. Contribuisce alla formazione del rispetto reciproco rafforzando l’empatia attraverso l’interazione. Inoltre, nel contesto digitale emergono percorsi di conoscenza differenti. L’apprendimento basato sulla discussione contribuisce a trasformare gli individui in soggetti attivi attraverso le seguenti fasi (Harasim, 2012):
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Formazione delle idee: fase di brainstorming in cui si raccolgono diversi pensieri all’interno di un gruppo.
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Organizzazione delle idee: fase in cui gli studenti confrontano, analizzano e classificano le idee precedentemente generate.
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Convergenza intellettuale: l’obiettivo è raggiungere un livello di sintesi, comprensione e compromesso (inclusa la disponibilità a non essere d’accordo). Il lavoro viene prodotto congiuntamente.
Quando il dibattito viene utilizzato per diventare cittadini digitali, tutte e quattro le abilità linguistiche (ascolto, parlato, lettura e scrittura) vengono esercitate. Inoltre, i dibattenti devono padroneggiare pronuncia, accento, vocabolario, brainstorming, scrittura, logica, argomentazione e confutazione (Alasmari, Ahmed, 2013). Tra le competenze sviluppate troviamo:
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capacità di documentare le fonti utilizzate per sostenere le proprie posizioni;
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interazione orale;
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competenze di scrittura;
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capacità argomentative;
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pensiero critico;
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ascolto;
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lavoro di squadra (apprendimento cooperativo, educazione tra pari);
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condivisione delle proprie idee secondo regole specifiche;
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supporto delle proprie opinioni con prove e fonti;
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gestione dei conflitti;
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comprensione della squadra avversaria;
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capacità di persuasione.
Conclusione
Il dibattito è un metodo di apprendimento adatto a tutti gli ambiti. Esso contribuisce al processo di apprendimento dell’individuo fornendogli strutture e nozioni linguistiche necessarie in modo molto naturale. Gli individui imparano a rispettare gli altri anche quando hanno opinioni diverse: è un buon modo per guidare gli altri verso una comprensione profonda dei punti di vista altrui. Imparano che ciò che conta non è solo avere idee, ma riuscire a raggiungere la mente e il cuore delle persone con il potere della logica e del pensiero critico. Imparano anche a cercare fonti affidabili, dati statistici e fatti per sostenere le proprie opinioni. Credo che la ricerca di fonti di informazione affidabili sia una competenza rara nelle scuole, ma che si rivelerà estremamente utile nella vita.
“Si impara a parlare in pubblico partecipando al dibattito come cittadini digitali.”
Dr. Sıtar Keser
starkeser@gmail.com
Centro di Formazione Pubblica di Çekmeköy




